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Quanto tempo tenere le finestre aperte per cambiare aria?

novembre 3, 2018

Durante il giorno, diverse attività quotidiane come cucinare, fare il bucato o il bagno, ma anche solamente respirare, provocano la formazione di umidità all’interno delle vostre mura domestiche. Il rischio che si corre? Che i circa 20 l di vapore acqueo che si producono ogni giorno finiscono per accumularsi sulle vostre finestre e pareti, causando spesso e volentieri condensa e muffe, antiestetiche e dannose per la salute. La soluzione? Forse non ci avete mai pensato ma è sufficiente arieggiare correttamente gli ambienti e cambiare aria in casa. Vi spieghiamo come.

Aria fresca in casa: troppa o troppo poca?

Solitamente la presenza di muffe si verifica per la mancata ventilazione, ma non è escluso il caso contrario. Arieggiare troppo la stanza infatti potrebbe provocare l’insorgere dello stesso problema: il vapore acqueo presente nell’aria riscaldata proveniente dai locali limitrofi potrebbe depositarsi sulla superficie fredda dei muri dando luogo a sua volta alla formazione di condensa. Inoltre, lasciare le finestre aperte troppo a lungo causerebbe inutili perdite di energia, aumentando del 25% i vostri costi di riscaldamento.

Quant’è il tempo necessario per arieggiare correttamente la casa?

È difficile stabilire quanto a lungo bisogna tenere le finestre aperte per cambiare aria. Dipende infatti da molteplici fattori, climatici ad esempio, come la presenza di raffiche di vento, correnti o una forte differenza tra temperatura interna ed esterna. Inoltre, il tempo necessario per la fuoriuscita dell’aria viziata presente in casa vostra varia a seconda del tipo di apertura utilizzata. Indicativamente, in caso di apertura a battente durante l’inverno saranno necessari circa 1-5 minuti mentre in estate la durata aumenterà, arrivando fino a 30 minuti. Se l’apertura è a ribalta invece, affinché ci sia un efficace ricircolo d’aria, i tempi saranno sicuramente più lunghi e andranno dai 30 minuti in inverno alle 3 ore in estate. Tutte le nostre finestre in PVC, già nella versione standard, sono dotate di un’ulteriore apertura che permette di scostare l’anta dal telaio di appena 9 mm, sufficienti per avere una costante di micro-ventilazione ma in grado di evitare eccessive dispersioni di calore.

Alcuni consigli per prevenire danni alla struttura ed inutili perdite di energia

Per prima cosa bisognerebbe ricordarsi di arieggiare le stanze tutte le mattine: l’aria esterna, anche in caso di pioggia, risulterebbe più asciutta di quella all’interno della vostra abitazione. Inoltre, dato che le finestre di nuova generazione isolano fortemente la casa, diversamente da quanto accadeva con le vecchie finestre e i loro spifferi, è consigliabile scegliere modelli dotati di microventilazione, in grado di mantenere un corretto ricircolo d’aria. In alternativa si può ricorrere ad aeratori, sistemi in grado di garantire ambienti salutari e ben arieggiati anche in caso di forte umidità. Il marchio Oknoplast ne ha studiati due tipi: idroregolabili (che si azionano automaticamente in base alla temperatura percepita dal sensore all’interno dell’ambiente) o a pressione (che permettono di impostare manualmente la quantità di aria a cui è permesso di entrare, assicurando un flusso costante).